fantasia e real...'s profilel'angolo del RE della fo...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
|
January 05 Siamo in ItaliaScagionato dalla Cassazione. Ammette il delitto, poi va in ospedaleFerrara, confessa l'omicidio dopo l'assoluzione: liberoUccise la ex moglie. Non può essere riprocessato
Il muratore reo confesso torna a casa. Perché la giustizia lo ha già giudicato e assolto per l'omicidio di Giada: sentenza di Cassazione passata in giudicato, quindi definitiva. E la legge dice che per lo stesso reato si può essere processati una volta soltanto. Lo sa bene anche il pubblico ministero Nicola Proto: il verbale della confessione non porterà mai da nessuna parte e per lui che ha sempre sostenuto la colpevolezza di Denis questa nuove dichiarazioni spontanee suonano come un'altra beffa, dopo il ribaltone della corte d'Assise d'Appello di Bologna (che rovesciò i vent'anni di primo grado decidendo per l'assoluzione dell'imputato) e dopo la conferma degli ermellini. Forse è per questo che il magistrato ha scelto di non essere nemmeno presente all'interrogatorio in questura. «Ma cerchiamo di essere onesti» considera l'avvocato Montalto. «Nessuno può dirsi certo che stiamo lasciando in libertà un assassino. Non siamo davanti a un allarme sociale. Anche in primo grado il ragazzo confessò, poi ritrattò. Evidentemente non sono stati trovati riscontri sufficienti. Secondo me tutta questa vicenda va letta in chiave psicologica». Nei tre gradi di giudizio in effetti molto si è giocato sulla perizia psichiatrica. Denis, alle prese da anni con problemi legati alla droga e all'alcol, con precedenti penali per furto, rapina, violazione di domicilio e negli ultimi tempi «depresso fino a volermi uccidere » non è mai stato dichiarato incapace di intendere e di volere. Ma gli psichiatri hanno scritto sul suo conto che è «persona socialmente pericolosa e affetta da «disturbo della personalità con prevalenti componenti borderline». Ma per lui nessun trattamento psichiatrico specifico se non, in questi ultimi mesi, le cure di una comunità di recupero di Copparo, a pochi chilometri da Ferrara. E' lì che ieri pomeriggio si è rifugiato dopo un paio d'ore passate al pronto soccorso dell'ospedale locale «perché stavo troppo male, non reggo tutta questa pressione». Della confessione dice che «hanno capito male tutti». Alla polizia aveva spiegato che «non ci dormo più la notte», che «quest'atmosfera delle feste mi ha commosso e io devo togliermi questo peso dalla coscienza». Sarà per il timore di finire di nuovo sotto i riflettori, ma ieri a sua versione è molto cambiata rispetto alla pagine e mezza di verbale firmato l'altro giorno: «Non le ho dette sul serio quelle cose. Loro credono che io sia colpevole e allora per provocazione gli ho detto "mi volete colpevole per forza? Eccomi qui, sono stato io, tanto mi avete già rovinato la vita". Ma io non ho confessato nulla». Su quel verbale le cose stanno diversamente e tutto è «più che compatibile », dicono gli inquirenti, con la morte di Giada. certo dopo aver letto questo non ho parole da aggiungere Comments (3)
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://cid-de4e3fe16de56e23.spaces.live.com/blog/cns!DE4E3FE16DE56E23!476.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|