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fantasia e realtà immortale

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l'angolo del RE della foresta

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Amici
 
 
Cos'è l'amico
se non colui che alberga
coi tui problemi,
la tua gioia,
vivendoli come suoi
aiutandoti
come se aiutasse se stesso,
donandoti ciò che ha
di più prezioso.
Il suo aiuto
la sua forza
il suo amore.
La sua ricompensa
è la tua gioia.
 
By Sentieri del cuore
May 11
 
Ti auguro una dolce notte
lieve come un canto di primavera,
accarezzata da raggi di luna 
come un'ala d'angelo
per proteggere il tuo sonno,
che dolci sogni siano respiro
del tuo cuore
unito dal mio volerti bene
per una notte di magia
colma dei sogni più belli.
Una carezza sul cuore , Vito.
May 6
mery merywrote:
May 4
 
Ciao ,
ti auguro una dolce notte
dove la fantasia accarezza
il cuore  per portarti in un
mondo di tenerezza  e di
magia.
Un abbraccio , Vito.
Apr. 20
Apr. 11
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More albums (1)
June 13

ritorno all'opera

 
 
Dopo una breve chiusura del blog oggi grazie ai veri amici lo riaperto
naturalmente questa è una parte della mia casa e ci vuole sempre rispetto
io natturalmente come del resto ho sempre fatto rispetterò sempre voi
Buon fine settimana a tutti voi
May 11

donna Summer

 

February 19

Oreste Lionello,

 

ERa la voce italiana di Woody Allen

Deceduto Oreste Lionello, uno dei più grandi doppiatori del cinema italiano

È stato inoltre l'anima del Bagaglino, sia a teatro che in televisione. Memorabile il «suo» Andreotti

Oreste Lionello (Eidon)

ROMA

- Oreste Lionello è morto a Roma dopo una lunga malattia. L'attore era nato il 18 aprile 1927 a Rodi, in Grecia, aveva 81 anni.
Secondo quanto si è appreso, la famiglia chiederà una camera ardente in Campidoglio. Lionello, famoso doppiatore, era da sempre la «voce» italiana di Woody Allen.

È stato l'anima inoltre del Bagaglino, sia a teatro che in televisione. Momorabile la sua imitazione di Giulio Andreotti.

February 15

Pluto

 

Pluto topolino parerino che bei tempi ritorno ancor bambino

adesso in tv si vedono querre fiolenze e tante palle

forse era meglio prima che cera poco per tutti

ora che abbiamo tutto non abbiamo più niente per nessuno

January 05

Siamo in Italia

Scagionato dalla Cassazione. Ammette il delitto, poi va in ospedale

Ferrara, confessa l'omicidio dopo l'assoluzione: libero

Uccise la ex moglie. Non può essere riprocessato

Denis Occhi (Cavicchi)


FERRARA - «Sa qual è la verità?» sospira l'avvocato Giovanni Montalto. «E' che questa storia dal punto di vista della giustizia non avrà mai un lieto fine». Un ragazzone dai modi un po' spicci l'altro giorno si è presentato in questura, a Ferrara, e ha chiesto di lui, dell' «avvocato di turno». Ai funzionari della squadra mobile ha detto: «Chiamatelo, devo raccontarvi come ho ucciso Giada». Il racconto di Denis Occhi, 33 anni e un bel po' di guai con la vita e con la legge, è durato un'ora. «Posso andare adesso?» ha chiesto lui alla fine. Sì che poteva andare, anche se il suo racconto era sembrato credibile. Poteva andare, anche se aveva appena descritto come la notte fra il 24 e il 25 dicembre 2004 massacrò a colpi intesta la sua ex moglie, Giada Anteghini, 27 anni, che morì dopo 14 mesi di coma profondo. Poteva andare, Denis, e portarsi appresso la sua storia paradossale e la sua coscienza «più pulita», come dice lui, dopo la confessione. «Arrivederci, allora. E grazie ».

Il muratore reo confesso torna a casa. Perché la giustizia lo ha già giudicato e assolto per l'omicidio di Giada: sentenza di Cassazione passata in giudicato, quindi definitiva. E la legge dice che per lo stesso reato si può essere processati una volta soltanto. Lo sa bene anche il pubblico ministero Nicola Proto: il verbale della confessione non porterà mai da nessuna parte e per lui che ha sempre sostenuto la colpevolezza di Denis questa nuove dichiarazioni spontanee suonano come un'altra beffa, dopo il ribaltone della corte d'Assise d'Appello di Bologna (che rovesciò i vent'anni di primo grado decidendo per l'assoluzione dell'imputato) e dopo la conferma degli ermellini. Forse è per questo che il magistrato ha scelto di non essere nemmeno presente all'interrogatorio in questura. «Ma cerchiamo di essere onesti» considera l'avvocato Montalto. «Nessuno può dirsi certo che stiamo lasciando in libertà un assassino. Non siamo davanti a un allarme sociale. Anche in primo grado il ragazzo confessò, poi ritrattò. Evidentemente non sono stati trovati riscontri sufficienti. Secondo me tutta questa vicenda va letta in chiave psicologica». Nei tre gradi di giudizio in effetti molto si è giocato sulla perizia psichiatrica. Denis, alle prese da anni con problemi legati alla droga e all'alcol, con precedenti penali per furto, rapina, violazione di domicilio e negli ultimi tempi «depresso fino a volermi uccidere » non è mai stato dichiarato incapace di intendere e di volere. Ma gli psichiatri hanno scritto sul suo conto che è «persona socialmente pericolosa e affetta da «disturbo della personalità con prevalenti componenti borderline». Ma per lui nessun trattamento psichiatrico specifico se non, in questi ultimi mesi, le cure di una comunità di recupero di Copparo, a pochi chilometri da Ferrara. E' lì che ieri pomeriggio si è rifugiato dopo un paio d'ore passate al pronto soccorso dell'ospedale locale «perché stavo troppo male, non reggo tutta questa pressione».

Della confessione dice che «hanno capito male tutti». Alla polizia aveva spiegato che «non ci dormo più la notte», che «quest'atmosfera delle feste mi ha commosso e io devo togliermi questo peso dalla coscienza». Sarà per il timore di finire di nuovo sotto i riflettori, ma ieri a sua versione è molto cambiata rispetto alla pagine e mezza di verbale firmato l'altro giorno: «Non le ho dette sul serio quelle cose. Loro credono che io sia colpevole e allora per provocazione gli ho detto "mi volete colpevole per forza? Eccomi qui, sono stato io, tanto mi avete già rovinato la vita". Ma io non ho confessato nulla». Su quel verbale le cose stanno diversamente e tutto è «più che compatibile », dicono gli inquirenti, con la morte di Giada.

certo dopo aver letto questo non ho parole da aggiungere

 
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